ROMAGNA

NOTIZIE IN PRIMO PIANO ROMAGNA

Primo Maggio 2023, foto e video della festa

Il video degli interventi di Danilo Misirocchi, presidente Cia Romagna, Antenore Cervi, Cia Emilia-Romagna, e Lorenzo Falcioni, vicepresidente Cia Romagna, a questo indirizzo: https://youtu.be/nvYLj8p97TU

Qui sotto la gallery della sfilata dei trattori nel centro e alcuni momenti della festa con la musica del duo classic-folk faentino Emisurela.

Agricoltura alle prese di nuovo con le gelate notturne

Nel ravennate in Bassa Romagna le temperature più basse: fino a – 6°C nella notte fra il 5 e il 6 aprile a Bagnacavallo e Conselice. Nell’area di Ravenna fino a -4°C; nel faentino e colline da -2°C a -4°C; nel forlivese fino a -3,5°C. Tanta la preoccupazione per le prossime notti con previsioni ancora sotto lo zero

Dopo la grandinata di domenica 2 aprile che in Romagna ha colpito in modo importante soprattutto il ravennate e in particolare Massa Lombarda, Sant’Agata sul Santerno, Cotignola e Lugo siamo alle prese, di nuovo, con le gelate notturne. Il cambiamento climatico produce i suoi effetti. Rispetto al periodo stagionale in cui siamo l’anomalia della grandinata riguarda la sua intensità e la sua durata. Venendo alle gelate, la notte fra il 5 e il 6 aprile è stata caratterizzata da temperature molto sotto lo zero fino anche a -6°C. Seriamente preoccupato per le aziende e gli agricoltori Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna: “Con il rilevamento dei danni in corso la sensazione è che gli effetti di queste gelate siano ancora più devastanti di quelle del 2020 e del 2021. Vedere così tanti fiori, frutticini e germogli bruciati è un segnale inquietante  – afferma Misirocchi – Si tratta comunque del terzo anno su quattro caratterizzato da un fenomeno di portata così impattante. Specialmente in alcune zone della Bassa Romagna, del faentino, in parte del ravennate e del forlivese ci sono stati danni importanti. Si tratta di un’altra batosta per un settore che, come gli altri, sta facendo i conti con l’inflazione, la crisi energetica, le difficoltà legate alle tensioni dei mercati internazionali per un’agricoltura che produce molto per l’esportazione”. Il presidente Misirocchi sottolinea poi che la situazione è ancora più complicata “perché a tutti gli effetti è più difficile assicurarsi in quanto le Compagnie stanno disinvestendo, mentre la copertura del rischio è un elemento importante per qualsiasi attività economica”. In merito ai sistemi di difesa attiva – antibrina, ventole, bruciatori – alcuni risultati ci sono stati e Cia Romagna esprime apprezzamento per gli sforzi della Regione Emilia-Romagna che attraverso i bandi per questo tipo di intervento cerca di venire incontro al settore. “Sono sistemi che si stanno diffondendo e questo è positivo. Si tratta però di una strada complicata e costosa e ci sono diverse criticità ancora da risolvere”, precisa Misirocchi. Alcuni andamenti nelle varie zone della Romagna Zona Ravenna – Temperature sotto zero già dalle 22 del 5 aprile: dai – 2 ai – 3 per i territori di Russi e San Pietro in Vincoli; zona di Mezzano – 4. Zona faentino e colline – fino a -4°C. Verso la collina sia a Faenza sia a Riolo Terme si segnalano danni verso il fondovalle, mentre nelle parti più alte il termometro non è andato sotto lo zero. Così nel casolano: danni probabili nelle parti basse dove si è arrivati a – 2°C. Zona Bassa Romagna – A Bagnacavallo sono state segnalate zone fino a -6°C con danno totale. Colpite dal gelo anche Cotignola e Barbiano da -2°C a -4°C con danni al momento stimabili fra il 30 e il 50%, ma si potrà avere una valutazione più precisa nelle prossime ore. Area San Bernardino circa -3,5°C, con danni sui vigneti. Nell’area di Voltana temperature fra -2°C e -3°C. Area Alfonsine -3.5°C con una perdita approssimativa per i vigneti intorno al 30%. Area Conselice -6°C. Zona Forlì – Le temperature minime sono state tra -3°C e -3,5°C. È in corso la valutazione dei danni: nei frutteti con protezione i danni al momento sembrano minimi, in quelli senza protezione probabilmente sono ingenti. Sono in corso le verifiche e solo nei prossimi giorni si avranno dati più certi.

Gianluca Guerra nuovo responsabile territoriale Bassa Romagna

Gianluca Guerra da aprile è il nuovo responsabile territoriale Bassa Romagna. Guerra, laureato in Economia e Commercio, lavora dal 2018 in Cia Romagna all’ufficio tecnico fondiario di Lugo, con presenze anche ad Alfonsine.

Allevamento avicolo a Maiolo, questione da affrontare senza posizioni ideologiche

Cia Romagna e Confagricoltura valutano positivamente il progetto approvato dagli enti competenti, che riqualificherà un sito degradato, contribuirà a mantenere vive le attività agricole nelle aree interne e potrà avere ricadute positive sull’indotto

Il 15 marzo 2023 le associazioni di categoria degli agricoltori del territorio hanno incontrato il sindaco di Maiolo (RN), Marcello Fattori, per approfondire il progetto dell’allevamento avicolo in località Cavallara.

Erano presenti per Cia-Agricoltori italiani Romagna il presidente Danilo Misirocchi, il vicepresidente Lorenzo Falcioni e la direttrice Alessia Buccheri. Per Confagricoltura, il presidente dell’organizzazione Carlo Carli, il presidente della Sezione avicola Massimiliano Conti e il segretario della Circoscrizione di Rimini, Moreno Polidori.

Dopo un sopralluogo sul sito dell’insediamento zootecnico, le associazioni hanno potuto esaminare il progetto nel dettaglio.

“Come associazioni di rappresentanza del mondo agricolo, da sempre sosteniamo la necessità di mantenere vive le attività del comparto nelle aree interne, per supportarne l’economia, conservare i servizi, contrastare lo spopolamento e contribuire alla tutela del territorio – affermano Misirocchi e Carli -. Valutiamo perciò positivamente il progetto del nuovo allevamento avicolo biologico, che ha avuto tutte le autorizzazioni necessarie dagli enti competenti. Ricordiamo che lo stesso sito fino al 2009 ospitava un insediamento zootecnico di ben altro impatto urbanistico e con capacità produttive decisamente maggiori, fino a 3 milioni di capi all’anno. Ora quel sito abbandonato e degradato potrà essere riqualificato”.

L’attività di allevamento avicolo oggi si svolge con tecnologie avanzate e sostenibili, sottolineano le associazioni. “Le strutture saranno più basse di quelle del passato, saranno schermate da alberature e ospiteranno una densità minore di capi. Inoltre vi saranno sistemi di riutilizzo delle acque di raffrescamento e di smaltimento della pollina per la fertirrigazione”.

Viene valutata positivamente anche la ricaduta sull’indotto. “Per l’alimentazione degli animali si aprono opportunità di filiera interessanti per gli agricoltori del territorio, che potranno fornire materie prime di qualità”.

Le associazioni agricole invitano a non affrontare la questione in maniera ideologica. “Ci sembra, in conclusione, che chi si oppone al progetto voglia mettere freni a un’attività economica basandosi esclusivamente su preconcetti, e non su criteri razionali”.

Accesso al credito: opportunità e criticità per le imprese agricole

Cia Romagna ha organizzato il 15 febbraio l’incontro informativo sul tema “Credito: tra criticità e nuove opportunità”, con gli interventi di Gabriele Cristofori – Presidente AgrifidiUno Emilia-Romagna; Marco Marzari – Direttore AgrifidiUno Emilia-Romagna; Marco Paolini – Responsabile area credito Cia Romagna. Ha presieduto i lavori Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna.

Il giornalista della rivista web specializzata AgroNotizie Lorenzo Pelliconi ha seguito l’incontro in videoconferenza e ha pubblicato l’articolo online Accesso al credito: le opportunità e gli ostacoli per le imprese agricole

ANP Romagna in assemblea

IL BILANCIO DEL 2022 E GLI IMPEGNI DEL 2023

L’assemblea dei delegati Anp Romagna si è riunita a Cesena nella sede Cia il 22 febbraio. Gli ospiti sono stati Alessandro del Carlo, presidente Anp nazionale; Pierino Liverani, presidente Anp regionale e il sindaco del Comune di Cesena Enzo Lattuca. La parte pubblica dell’Assemblea è stata aperta da Wiliam Signani, presidente dell’Anp romagnola e coordinata dal presidente di Cia Romagna Danilo Misirocchi.

Soddisfazione per l’attività di Anp svolta nel corso del 2022, sia di quella istituzionale fatta di incontri e confronti, di mobilitazioni, sui grandi temi di attualità in Anp e anche con le altre associazioni di persone, Agia e Donne in Campo, e con Cia a tutti i livelli. Apprezzamento anche per la grande partecipazione dei soci. Molto positivo inoltre il bilancio delle iniziative ludiche e di socialità, anche queste molto partecipate. A tal proposito, Signani ha tenuto a sottolineare la capacità organizzativa della vicepresidente Oretta Pedini.

Numerosi gli impegni per il 2023 con al centro l’approfondimento di vari aspetti della Sanità in Romagna anche a fronte degli investimenti e della funzionalità derivanti dai progetti Pnrr. Non mancheranno momenti socialità e svago con il motto: “I nonni in libera uscita”, così come sono in programma altri momenti di riflessione ad esempio sull’importanza dei nonni e il loro contributo nella società e la partecipazione ad iniziative come quella che si svolgerà verso fine marzo a Reggio Emilia, all’Istituto Cervi, in occasione del quarantennale del superamento della mezzadria in Italia.

Seicentocinquanta gli associati incontrati nelle assemblee territoriali

È arrivato a conclusione il ciclo di assemblee in presenza distribuito nei territori “La Cia incontra gli associati”, svolto fra gennaio e l’inizio di febbraio, attraverso il quale Cia Romagna ha avuto modo di incontrare seicentocinquanta associati. È stata l’occcasione per riprendere quel contatto diretto “sospeso” a causa dell’emergenza sanitaria per fare il punto sull’attività dell’Organizzazione e sui principali temi di attualità. Fra gli argomenti principali la presentazione della nuova Pac 2023-2027, le misure per l’agricoltira contenute nella Legge di Bilancio, le principali informazioni sui prossimi bandi e tanto altro ancora. 

L’obiettivo di Cia Romagna, anche con l’appuntamento “La Cia incontra gli associati”, è quello di essere coi soci e vicino ai soci nel quotidiano, coi servizi erogati alle imprese e alle persone. Con questi incontri, partendo da ciò che l’imprenditore agricolo vive ogni giorno, lo scopo è quello di stimolare il confronto e condividere impegni e tematiche che Cia Romagna porta ai vari tavoli di discussione e confronto istituzionali. Le sfide sono tante, difficili, e l’impegno non deve mancare per reagire alle crisi che stiamo attraversando.

Agrofarmaci, decidere senza conoscere può avere conseguenze irreversibili

L’Italia è il primo Paese in Europa sia per superficie agricola biologica, sia per aver adottato la certificazione di qualità per la produzione integrata.  L’Emilia-Romagna poi ha normative ancora più restrittive di quelle nazionali e i nostri agricoltori devono rispettare da tempo regole e protocolli di produzione integrata e biologica tra i più stringenti fra quelli esistenti.

Il presidente di Cia – Agricoltori Italiani Romagna, Danilo Misirocchi, con determinazione afferma: “Stiamo continuando a incentivare il biologico e abbiamo esperienze interessanti di biodinamico. Questo non vuole dire che “il resto è veleno” perché “il resto” è agricoltura integrata e uso della chimica sostenibile, certificata. Nel nostro territorio – con i metodi avanzati di produzione e le raffinate tecnologie dell’agricoltura di precisione esistenti ad oggi – tutto quello che si può fare lo stiamo facendo. L’Unione Europea in merito a questo argomento ragiona come se ci fossero già alternative, che ancora non esistono. Il rischio così è di cancellare repentinamente i benefici sin qui raggiunti con conseguenze irreversibili”.

La riduzione a percentuale dell’utilizzo degli agrofarmaci per chi non si è impegnato in questo percorso come la nostra realtà, è facile. In Romagna, invece, dove l’attenzione a metodi di coltivazione e allevamento sempre meno impattanti è altissima da anni, è comprensibilmente alquanto difficile. I tagli lineari degli agrofarmaci proposti dalla Commissione europea (-50% che può arrivare a -62%) sono obiettivi fissati in maniera arbitraria, senza tenere conto delle conseguenze che generano. Per l’ambiente e il consumatore la situazione non migliora: i prodotti arriveranno da parti del mondo non obbligati a rispettare le stringenti regole qui vigenti; aumenterà la dipendenza dall’estero e il settore verrà smantellato. “Questo approccio fa sì che smetteremo di coltivare alcune produzioni nei nostri territori – sottolinea Misirocchi – In particolare il frutticolo e il vitivinicolo, che caratterizzano in maniera preponderante la nostra agricoltura e il nostro sistema economico, visto l’indotto che generano. Altre colture poi sono a rischio in considerazione del fatto che stiamo affrontando anche le conseguenze del cambiamento climatico”.

Se sono a rischio le produzioni è a rischio la sicurezza alimentare, che la stessa Unione europea vuole garantita: è uno dei pilastri della “sostenibilità” insieme a quello ambientale, economico e sociale e se ne traballa uno, crolla tutto. “Non ci si può nascondere dietro uno slogan – ribadisce Misirocchi – Non può prevalere l’impatto comunicativo, ideologico e propagandistico: queste questioni vanno affrontate basandosi su dati e previsioni della scienza e della ricerca. L’applicazione di questo obiettivo così com’è impostata penalizza le produzioni, i produttori, che da anni investono per la protezione sostenibile delle colture; i consumatori, la popolazione”.  

Misirocchi poi fa un parallelo con “la politica dei no” che ha accompagnato le scelte sull’energia e sul fatto che, considerando l’attuale situazione, oggi qualcuno dice “ce la siamo cercata”. “Col cibo sta succedendo la stessa cosa – spiega Misirocchi – Dimentichiamo l’importanza dell’autosufficienza e ci mettiamo nelle condizioni di dire “ce la siamo cercata”, aprendo la strada ad una maggiore dipendenza dalle importazioni, da Paesi tra l’altro che non applicano le stesse regole produttive restrittive imposte agli agricoltori europei”.

Multifunzionalità – Giornate di formazione

Il gruppo dei tecnici della multifunzionalità di Cia Romagna nei giorni scorsi è stato impegnato in un corso di formazione suddiviso fra ore in aula e nelle aziende. Tra i docenti Antonietta Stinga e Tommaso Buffa. Il corso era volto ad approfondire il tema della vendita diretta, le semplificazioni per le aziende agricole che intraprendono questa opportunità per accrescere la competitività, il consumo sul posto non assistito, lo street food agricolo, i mercati, le botteghe in città, i punti vendita con le vetrine del territorio, il commercio elettronico.

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