REGGIO EMILIA

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CIMICE ASIATICA: DICHIARATO LO STATO DI CALAMITA’ PER EMILIA ROMAGNA, LOMBARDIA, FRIULI VENEZIA GIULIA

Un comunicato stampa del ‘Ministero delle politiche agricole alimentarI e forestali’ rende noto che: “E’ stato dichiarato lo stato di calamità a seguito dell’infestazione di cimice asiatica (halyomorpha halys) che ha colpito i territori delle regioni Lombardia, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, causando danni alle produzioni agricole nel corso del 2019. sulla base delle richieste regionali, integralmente accolte da questo ministero, gli agricoltori situati nei territori delimitati potranno far fronte ai danni subiti grazie agli aiuti contemplati dal fondo di solidarietà nazionale appositamente finanziato con 80 milioni nell’ultima legge di bilancio per il ristoro dei danni provocati dalla cimice asiatica. In particolare potranno essere concessi: contributi in conto capitale fino all’80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale nell’anno in cui si è verificato l’evento ed in quello successivo, proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nell’anno in cui si è verificato l’evento calamitoso, esonero parziale (fino al 50%) dal pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e dei propri dipendenti. Le domande di intervento dovranno essere presentate alle regioni competenti entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria nella gazzetta ufficiale della repubblica italiana. per le altre regioni le cui richieste sono in fase di integrazione, il ministero sta procedendo con le relative istruttorie per giungere nei prossimi giorni alla dichiarazione dello stato di calamità”.

CORONAVIRUS, CIA: AGRICOLTORI IN PRIMA LINEA PER GARANTIRE CIBO FRESCO E SANO

Le circa 200mila aziende di Cia e i più di 900mila agricoltori soci, in questo momento così difficile per il Paese, sono in prima linea per consentire a tutti i cittadini di acquistare e consumare prodotti freschi e di qualità, lavorati nel pieno rispetto delle norme igieniche imposte dalle autorità.
È quanto sottolinea Cia-Agricoltori Italiani, aggiungendo che frutta, verdura, latte e carne sono assolutamente garantiti dal lavoro e dai sacrifici dei nostri produttori e allevatori che in tutta Italia, dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia, stanno lavorando senza sosta per tutti gli italiani.
Cia non lascia soli cittadini e agricoltori, assicurando, infine, i servizi di assistenza essenziali attraverso Caf, Caa, Patronato Inac e strutture del territorio.

Abi, attive nuove moratorie: adesione dal 90% delle banche

(Teleborsa) – Nuove moratorie sottoscritte dall’Abi e dalle Associazioni di rappresentanza delle imprese, che permettono di chiedere la sospensione o l’allungamento di prestiti a piccole e medie imprese danneggiate dal coronavirus.

Lo rende noto l’Associazione Bancaria Italiana, ricordando che l‘Addendum all’Accordo per il Credito 2019, pubblicato il 7 marzo e a cui aderiscono il 90% delle banche in tutta Italia, è immediatamente operativo.

In particolare, ricorda Abi, con le nuove moratorie, viene estesa ai prestiti contratti fino al 31 gennaio 2020 la possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento per i finanziamenti alle piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza COVID-19.

La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino a un anno. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. In questo ultimo caso, ricorda Abi, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing.

Per le operazioni di allungamento dei mutui, il periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento. Per il credito a breve termine e il credito agrario di conduzione il periodo massimo di allungamento delle scadenze è pari rispettivamente a 270 giorni e a 120 giorni.

Nell’accordo è previsto che, ove possibile, le banche possono applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell’Accordo stesso e si auspica che, al fine di assicurare massima tempestività nella risposta, si accelerino le procedure di istruttoria.

Restano ferme le altre condizioni previste dal citato Accordo. “Nell’Addendum, ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) chiedono, inoltre, di ampliare l’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI e misure aggiuntive per agevolare l’accesso al credito“, si legge in una nota.

“Al fine di favorire la realizzazione delle operazioni di sospensione o allungamento delle scadenze dei finanziamenti, l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese firmatarie si impegnano a promuovere, presso le competenti Autorità europee e nazionali, una modifica delle attuali disposizioni di vigilanza riguardo le misure di tolleranza (c.d. forbearance), necessaria in una situazione emergenziale, come quella attuale”, chiarisce la nota.

L’Emilia-Romagna prima regione per le eccellenze Dop e Igp. Parma, Modena e Reggio le prime tre province italiane per valore della produzione

’Emilia-Romagna si conferma al top dell’agroalimentare italiano di qualità, con tre province sul podio per impatto economico dei prodotti Dop e Igp. A guidare la classifica italiana è infatti Parma che ancora una volta occupa il primo posto, seguita a ruota da Modena e Reggio Emilia. Sono questi alcuni dei risultati diffusi dal Rapporto Ismea-Qualivita 2019 sull’analisi dei valori economici e produttivi delle produzioni agroalimentari e vitivinicole.

Lo studio colloca l’Emilia-Romagna al primo posto tra le regioni italiane per impatto economico delle Dop ed Igp nell’ambito del food, con 3.020 milioni di euro, ai quali vanno sommati circa 394 milioni per il comparto del vino. Unendo poi il fatturato di prodotti alimentari e vino la regione è seconda per valore delle produzioni subito dopo il Veneto. Secondo il rapporto infatti le prime quattro regioni per impatto si trovano nel Nord Italia e concentrano il 65% del valore produttivo complessivo.

“I numeri del rapporto confermano ancora una volta il primato dell’Emilia-Romagna e ribadiscono l’eccellenza del nostro sistema agroalimentare- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Viene così riconfermato il successo di un modello produttivo che punta sulla qualità di filiere e prodotti, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo. Ed è proprio per questo, soprattutto oggi, che le nostre produzioni vanno difese da ingiustificati blocchi o dall’introduzione di richieste di ulteriori controlli collegati al Coronavirus, perché le merci non sono pericolose e devono poter circolare liberamente. Serve una forte campagna di informazione e, come Regione, metteremo in campo tutto il sostegno possibile per garantire alle nostre eccellenze la meritata diffusione nei mercati internazionali”.

Più in dettaglio, venendo alle province emiliano-romagnole, Parma presenta una produzione per il “food” pari a 1.383 milioni, precedendo Modena (681 milioni) e Reggio Emilia (circa616 milioni).
Inoltre, Parma e Modena sono tra le prime cinque province del Paese per valore complessivo generato dalle filiere “food” e “wine”, rispettivamente al secondo e quarto posto. Le cinque province insieme superano la metà del valore complessivo generato a livello nazionale.

E le specialità agroalimentari made in Emilia-Romagna a marchio tutelato (44 tra Dop ed Igp), conquistano le prime tre posizioni anche nella graduatoria dei singoli prodotti, con Parmigiano-Reggiano Dop (1.434 milioni), Grana padano Dop (1.277), Prosciutto di Parma Dop (824).

Nella lista si trovano anche l’Aceto balsamico di Modena Igp (363) e la Mortadella  Bologna Igp (296) che si piazzano rispettivamente al quinto e all’ottavo posto per impatto economico.

I prodotti alimentari non portano in giro il Coronavirus, e non si fermano

“L’attività degli operatori addetti al trasporto è un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può entrare ed uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno di essi, limitatamente all’esigenza di consegna o prelievo degli stessi prodotti”. Insomma, le merci, comprese ovviamente i generi alimentari, che, come ribadito più volto, no sono portatori e diffusori del Coronavirus, non si fermano. A chiarirlo è il Ministero delle Politiche Agricole, dopo i dubbi sollevati da più parti dopo il decreto del Governo di ieri che, tra le altre misure, prevede di “evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo (ovvero tutta la Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia, ndr) nonchè all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute”.
“In attesa delle, auspicabilmente rapide, Linee Guida sulla movimentazione delle merci, in relazione all’articolo 1 del Dpcm8 marzo 2020 e alle numerose richieste giunte nelle ultime ore dalle Associazioni di categoria del settore agroalimentare al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il Ministero chiarisce che i prodotti agroalimentari possono entrare e uscire dai territori interessati”, spiega in una nota il dicastero guidato da Teresa Bellanova. Un chiarimento importante in ogni senso, visto che i territori delle Lombardia, della Pianura Padana e della Food Valley Emiliana, sono tra i maggiori produttori di cibo del Belpaese. (da winenews.it)

“Agricoltura, ecco ciò che serve per fronteggiare i contraccolpi da Coronavirus”

Innalzamento dal 50% al 70% dell’anticipo degli aiuti della Domanda unica Pac 2020 e dal 75% all’85% dell’anticipo per le misure a superficie del Psr (Programma regionale di sviluppo rurale) 2014-2020; attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga per i dipendenti delle imprese agricole e del settore dell’agriturismo, sia a tempo determinato che indeterminato; sospensione dei versamenti fiscali e del pagamento delle rate dei mutui bancari e dei relativi interessi e successiva rateizzazione degli importi dovuti; misure di ristoro per le aziende che stanno già subendo i contraccolpi economici dell’emergenza Coronavirus, come per esempio le disdette di prenotazioni per le aziende agrituristiche.
Sono alcuni dei principali provvedimenti sollecitati al Governo per andare in aiuto alle imprese del settore agricolo e dell’agriturismo colpite dalla crisi e contenuti nel documento, condiviso da tutte le altre Regioni italiane, che è stato presentato dal presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, collegato ieri in videoconferenza con i partecipanti all’incontro tra Governo, Regioni,  Upi (Unione province d’Italia) e parti sociali sulle misure economiche da mettere in campo a favore di imprese e famiglie per far fronte alle  conseguenze dell’emergenza Coronavirus.
Tra le altre misure agricole richieste al Governo dalle Regioni l’accesso facilitato al credito per garantire nell’immediato adeguate risorse finanziarie alle imprese in difficoltà, l’innalzamento da 20.000 a 25.000 euro in un triennio del tetto degli aiuti de minimis per le imprese agricole, in adeguamento al regolamento Ue 316/2019 e un deciso colpo d’acceleratore sul fronte della sburocratizzazione e della semplificazione normativa.

Ha affermato l’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi: “A fronte di una crisi che sta mettendo in difficoltà l’intero comparto, con gravi ripercussioni anche per l’export delle nostre eccellenze  agroalimentari, l’imperativo è la rapidità d’intervento, per questo ci siamo attivati subito individuando misure che devono essere applicate su tutto il territorio regionale. Il presidente Bonaccini ieri ha presentato al Governo le richieste più urgenti per sostenere l’agricoltura dell’Emilia-Romagna, richieste che abbiamo raccolto ascoltando le domande del mondo agricolo. Con le altre Regioni, e nell’ambito della Commissione politiche agricole, fin da domattina cominceremo ad analizzare i dettagli operativi delle misure da adottare in particolare per gli anticipi della Pac. Infine, è assolutamente necessario realizzare una forte campagna di comunicazione a sostegno del made in Italy per ribadire in modo chiaro che il virus non passa attraverso le merci e che queste, quindi, devono poter circolare liberamente”.

L’agricoltura italiana cresce del 16,8%

E’ passato da 50,7 miliardi di euro a quasi 59,3 miliardi di euro, dal 2009 al 2018, il valore della produzione agricola italiana. L’aumento è del 16,8%. A rilevarlo è il Centro Studi Continental su dati Istat. Dal report economico del gruppo operante nelle subforniture per il settore automotive emerge che nello stesso periodo il valore aggiunto dell’agricoltura italiana è passato da 28,1 miliardi di euro a quasi 33,1 miliardi di euro, con una crescita del 17,5%.

Dall’elaborazione risulta inoltre che il livello del valore della produzione agricola del 2018 è il secondo più alto del decennio preso in considerazione, dopo quello del 2013. Il dato del comparto del valore aggiunto relativo al 2018 si discosta di poco da quello del 2017 “ed è comunque in linea con quelli del 2013 e del 2015”. Gli analisti sottolineano che le stime preliminari dell’Istat per il 2019 parlano di un valore della produzione agricola pari a 56,6 miliardi di euro (in calo rispetto al 2018) e di un valore aggiunto dell’agricoltura pari a 31,9 miliardi di euro (anch’esso in calo). In base a queste stime a livello europeo l’Italia si colloca al terzo posto per valore della produzione agricola nel 2019, dopo Francia (75,4 miliardi di euro) e Germania (57 miliardi di euro), mentre per ciò che riguarda il valore aggiunto della produzione agricola l’Italia è in testa alla graduatoria europea, seguita da Francia (31 miliardi di euro) e Spagna (26,5 miliardi di euro). (ANSA).

“BUON LAVORO AD ALESSIO MAMMI, NUOVO ASSESSORE REGIONALE ALL’AGRICOLTURA”

“Auguriamo buon lavoro alla nuova Giunta regionale ed esprimiamo apprezzamento per l’attività svolta dal presidente Stefano Bonaccini”. Il presidente di Cia – agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna si congratula con i neo eletti e, riguardo alla nomina ad assessore all’Agricoltura di Alessio Mammi, confida in un rapporto di collaborazione proficuo che valorizzi il ruolo fondamentale che svolge l’organizzazione agricola nel rappresentare i bisogni e gli interessi degli imprenditori. Ringraziamo altresì l’assessore uscente Simona Caselli per l’importante contributo che ha dato al primario emiliano romagnolo. Auspichiamo inoltre un dialogo ‘stretto’ con il neo assessore – aggiunge Fini – in vista della definizione della nuova Pac, Politica agricola comunitaria e delle altre importanti scadenze che dovranno essere affrontate, non ultima lo snellimento delle procedure burocratiche, ovvero la semplificazione amministrativa, e le emergenze causate dalla fauna selvatica e del cambiamento climatico”.

MIGLIAIA DI AGRICOLTORI A FERRARA CHIEDONO RISORSE E AZIONI CONCRETE CONTRO LA CRISI

Una mobilitazione straordinaria e unitaria di agricoltori, lavoratori del settore e di tutto il mondo economico e politico del Nord Italia. Oggi sono scesi in piazza a Ferrara 300 trattori e oltre 5000 produttori provenienti da tutte le province dell’Emilia-Romagna ma anche da Veneto, Trentino Alto Adige, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, per chiedere risorse e azioni di sostegno concrete per un settore in crisi profonda.

La manifestazione, voluta e organizzata da Agrinsieme Ferrara – il coordinamento di Cia – Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – è iniziata con un corteo di trattori agricoli arrivati in città da tutta la provincia di Ferrara ed è proseguita con il lungo e animato corteo di agricoltori, occupati in agricoltura, rappresentanti dei sindacati, del mondo economico ferrarese e dei sindici del territorio, che ha percorso le vie della città fino alla piazza principale di Ferrara dove si sono tenuti i discorsi degli organizzatori e del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

Tutti uniti per chiedere a gran voce, come era accaduto lo scorso 18 settembre, che vengano date risorse adeguate al settore agricolo, bersagliato da due vere e proprie calamità: la presenza della cimice asiatica e di altre gravi fitopatologie capaci di decimare intere colture frutticole e non solo; la crisi dei prezzi di mercato che non coprono i costi di produzione sostenuti dalle aziende e non generano reddito.

Dal palco il coordinamento di Agrinsieme ha ribadito che: “Dopo un’annata terribile quest’anno c’è il rischio concreto che nessuno si salvi, da chi produce a chi si occupa di trasformazione e logistica. E se perdiamo il settore primario, perdiamo una parte essenziale del mondo economico e sociale, attorno al quale lavorano migliaia di lavoratori e lavoratrici. I danni al settore sono enormi – continua il coordinamento di Agrinsieme – e sono stimati ormai a un miliardo di euro, una cifra insostenibile per tutto il sistema. Noi ribadiamo la necessità di provvedimenti subito da parte del Governo e da Bruxelles, perché le buone intenzioni e le promesse non bastano più. Il settore agricolo non può essere il capro espiatorio di tutti i problemi e le dinamiche internazionali, a partire dai dazi statunitensi e russi che penalizzano il settore e dai prezzi talmente bassi che non conviene più produrre. Noi paghiamo ogni giorno il mancato valore che non viene riconosciuto ai prodotti e questo genera l’incapacità di fare reddito. In più – ha detto il coordinamento di Agrinsieme – ci troviamo a coltivare senza quelle molecole necessarie a contrastare le fitopatologie e, come se non bastasse, veniamo additati come nemici dell’ambiente, anche se siamo i primi a tutelare il territorio. Servono, dunque, risorse per continuare a lavorare, per non chiudere, per consentire ai giovani di aprire le loro aziende, per dare un futuro vero e concreto al nostro straordinario agroalimentare”.

Il Ministro Bellanova in visita alla latteria sociale ‘Il Fornacione’

Il Ministro delle politiche agroalimentari Teresa Bellanova ha incontrato alla latteria ‘Il Fornacione’ – il cui presidente è Giuseppe Sironi, socio CIA – gli operatori del settore lattiero-caseario dell’Appennino reggiano. Erano presenti, la parlamentare Antonella Incerti – commissione Agricoltura e commissione Politiche dell’Unione Europea -, i sindaci del territorio, gli imprenditori agricoli e numerosi cittadini.
Diversi i temi affrontati da Bellanova, tra cui la questione ‘dazi americani’ – “L’Europa deve intervenire per difendere con tutte le forze l’eccellenza Parmigiano Reggiano” – e la cimice asiatica – “Quando sono arrivata al Ministero delle Politiche Agricole sul Fondo di solidarietà non c’era un euro. Oggi possiamo contare su 80 milioni per l’emergenza. Emergenza su cui siamo impegnati senza soste insieme alle Regioni per costruire azioni concrete e fattive. Come la delimitazione delle aree colpite” -. La ministra ha inoltre manifestato il suo impegno nel contrasto all’uso in Europa dell’etichetta a semaforo: “Non serve semplificazione, ma completezza nell’informazione”.

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