VILLANOVA DI CASTENASO (Bologna) – È partita il 25 luglio la commercializzazione delle patate classiche a marchio Selenella, dopo la campagna delle novelle che si è conclusa con risultati particolarmente positivi sotto il profilo commerciale e qualitativo.
i è conclusa alla fine di marzo la campagna di semina di Selenella, la patata 100% italiana con selenio, iniziata a febbraio.
Un’operazione impegnativa per i 320 produttori che fanno capo al Consorzio Patata Italiana di Qualità per questo prodotto che è coltivato principalmente nel territorio bolognese e i cui terreni argillosi e fertili hanno contribuito a rendere la Provincia particolarmente vocata alla sua coltivazione, facendolo diventare uno dei territori più attivi e organizzati in Italia nella promozione e valorizzazione del tubero.
FARINI (Piacenza) – La patata, una produzione che nel piacentino può a buona ragione essere considerata “di nicchia”, per le caratteristiche qualitative che la contraddistinguono e che consentono a chi “ha resistito” in montagna di conseguire un accettabile reddito, che però va integrato con altre produzioni, sovente biologiche, sempre più richieste dal mercato, come lamponi o mirtilli e produzioni orticole, sovente vendute direttamente in azienda.
BOLOGNA – “A pochi mesi dall’inizio della commercializzazione di cipolle e carote Selenella non possiamo che ritenerci soddisfatti. La premessa doverosa è che, a livello europeo, si sta registrando una situazione eccezionale e favorevole per questo settore, in cui la scarsità di prodotto rende il mercato ‘frizzante’ e i prezzi in aumento”.
La Cia Agricoltori Italiani di Imola ricorda ai produttori di patate da consumo che devono presentare la denuncia annuale di produzione entro il 30 aprile 2017. La normativa prevede che l’obbligo sussiste solo per chi vende direttamente all’ingrosso e qualora all’adempimento non provveda direttamente il grossista. I produttori interessati devono essere in possesso dell’apposita autorizzazione e iscritti al Rup, Registro dei produttori. Sono quindi esclusi i produttori soci di cooperative o associazioni, che assolvono l’obbligo per conto dei produttori, e quelli che vendono direttamente a privati e/o a dettaglianti. L’iscrizione al registro dei produttori comporta il pagamento iniziale di € 20 oltre al versamento annuale di € 25.