Ulteriormente prorogata la scadenza della Domanda Unica e delle Domande del Piano Regionale di Sviluppo Rurale
Con il D.M. n° 0341205 del 29 luglio 2024, è ulteriormente prorogata la scadenza per la presentazione della Domanda Unica e delle Domande a superficie a valere sul Piano Regionale di Sviluppo Rurale (nuova e vecchia programmazione).
Via libera dalla Commissione europea alla proroga di un mese, dal 15 maggio al 15 giugno 2020,della scadenza per la presentazione delle domande relative ai contributi previsti dalla Politica agricola comune (Pac) per questa campagna.
Emergenze fitosanitarie, nuovi parassiti, conseguenze sull’agricoltura del cambiamento climatico e nuova Pac sono state al centro di un colloquio tra il Commissario designato all’Agricoltura e allo sviluppo rurale, il polacco Janusz Wojciechowski e il presidente di Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna Cristiano Fini
L’incontro si è svoltoa Bruxelles il 28 novembre scorso in occasione dei i Praesidia del Copa Cogeca, l’organismo europeo che raggruppa le organizzazioni agricole e le cooperative agroalimentari europee
In un incontro a Comacchio promosso dalla cia ferrarese l’europarlamentare Herbert Dorfmann ha indicato criticità e possibili modifiche dell’impianto comunitario.
“Se verrà confermata questa struttura della Politica agricola comune mancheranno all’appello 300 milioni di euro per alimentare i Piani di sviluppo rurale. Una cifra considerevole se pensiamo che ne servirebbero, invece, 300 in più per far crescere agricoltura e imprese”. Lo ha spiegato Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara
Un confronto tra esperti e agricoltori sulle novità e i punti critici della Pac, la Politica Agricola Comune europea, in previsione dei cambiamenti sull’erogazione delle risorse per il settore agricolo, che ci sarà dopo il 2020. È questo il tema della tavola rotonda “La nuova Pac: domande e risposte sulla riforma”, organizzata da Cia-Agricoltori italiani Ferrara, in occasione dell’assemblea provinciale. L’appuntamento, aperto a tutti gli imprenditori agricoli ferraresi, è il prossimo 22 novembre a Palazzo Bellini di Comacchio (Fe) a partire dalle 18 e la tavola rotonda vedrà la partecipazione di: Herbert Dorfmann, componente della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo; Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo; Giuseppe Cornacchia, direttore Dipartimento sviluppo agroalimentare e territorio Cia Nazionale; Stefano Francia, presidente Agia (Associazione Giovani Agricoltori) nazionale e Claudio Ferri, direttore di Agrimpresa, che modererà l’incontro.
Cristiano Fini, presidente Cia – Agricoltori Italiani Emilia Romagna
La proposta di riduzione del budget comunitario per l’agricoltura è subdola. Il nostro è senza mezzi termini un giudizio critico su di un importante capitolo contenuto nella proposta della nuova Pac, Politica agricola comune che partirà a partire dal 2020.
Commissione Ue presenta nuove regole per periodo 2021-2027 – Per l’Italia una perdita di 2,7 miliardi
Taglio agli aiuti diretti con un tetto a 100mila euro, più poteri e responsabilità agli Stati e il 40% del bilancio dedicato all’azione climatica. Sono questi alcune delle novità principali della bozza di riforma della politica agricola comune – Pac – 2021-2027, presentata il 1° giugno scorso dalla Commissione europea.
PARMA – Fare un passo indietro sui tagli proposti ai fondi Pac. Perché la riduzione del 5% al budget agricolo annunciata dalla Commissione europea sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Ue, minaccia non solo la sopravvivenza degli agricoltori e delle aree rurali, ma anche il raggiungimento degli obiettivi ambientali e sociali dell’Unione.
Sabato 12 maggio, nella cornice di Palazzo Sersanti ad Imola, si è svolto il convegno, organizzato dalla Cia Imola, dal titolo «I nuovi indirizzi della Politica Agricola Comune 2020-2027». Come noto la Pac (Politica Agricola Comune) rappresenta l’insieme degli interventi che l’Unione europea, fin dalla sua nascita, ha inteso darsi riconoscendo la centralità del comparto agricolo per uno sviluppo equo e stabile dei Paesi membri.